Cinque ragazzi di Byron Bay, in Australia, si stringono in un solo appartamento di Berlino. Tre dormono in un letto e due su un divano. Per molto tempo non fanno concerti. Non c'è un piano, soltanto un gusto condiviso e un senso del ritmo molto preciso. Sembra l'inizio di una storia destinata a finire dopo sei mesi. Per i Parcels era appena cominciata.
Berlino invece dell'Australia
La decisione di partire fu più impulso che strategia. L'Australia può cominciare a stare stretta quando vuoi fare musica che vive di notte. Berlino offriva una scena, diversità, anonimato e spazio per sperimentare. Non si trattava nemmeno di carriera, ma di ambiente. Lì impararono a suonare insieme, non come cinque persone con degli strumenti, ma come un unico organismo. Si sente in ogni brano. Il loro groove non è programmato. È suonato.
Un concerto, due robot e cambia tutto
Parigi. Un piccolo concerto. I Daft Punk tra il pubblico. Sembra una leggenda e in parte lo è. Dopo lo spettacolo arrivò un invito in studio, senza grandi dichiarazioni, soltanto il desiderio di vedere che cosa sarebbe potuto succedere. Successe Overnight.
I Parcels smisero di essere una curiosità intrigante e diventarono un gruppo preso sul serio da persone con ogni motivo per essere serie. La cosa più importante non fu la registrazione in sé, ma quello che impararono: ossessione per i dettagli, pazienza e la consapevolezza che il pop può essere perfetto senza perdere leggerezza. Quella lezione si sente ancora.
Perché funzionano
Sulla carta, i Parcels dovrebbero suonare retrò: funk, disco e armonie vocali che ricordano gli anni Settanta. Eppure questa non è nostalgia. Ricostruisce un'emozione, non uno stile. Le canzoni sono pulite e ragionate, ma mai sterili. Il segreto è semplice. Suonano davvero insieme, senza tracce allineate a forza e senza fingere di essere una band. Ormai è raro.
Una somiglianza impossibile da ignorare
Il cantante Jules Crommelin fa pensare subito a George Harrison. L'associazione va oltre il volto e riguarda l'energia, la calma e l'assenza di qualsiasi bisogno di dominare. Non è un frontman che deve occupare il centro, ma una parte dell'insieme, e questo si adatta perfettamente ai Parcels.
Da Parcels a LOVED
L'esordio del 2018, Parcels, li fece entrare in gioco, con Tieduprightnow e Lightenup a svolgere il lavoro necessario. Il doppio album Day/Night del 2021 dimostrò che non si trattava di un successo isolato, offrendo due atmosfere e più ambizione di quanta molti gruppi ne trovino in un'intera carriera.
Poi arrivò LOVED nel 2025, assemblato con frammenti scritti separatamente a Berlino, in Australia, in Messico e in altre parti del mondo, mentre la band si riunì soltanto alla fine. Ogni brano funziona da solo. Niente riempitivi e niente lungaggini, quasi una raccolta di momenti migliori scritta da zero.
Dove sono oggi
Non vivono più insieme e non sono più i ragazzini che hanno mollato tutto per partire. Alcuni sono tornati in Australia, altri sono rimasti a Berlino. Quando si incontrano, tutto torna al proprio posto. Più di un miliardo di stream, concerti esauriti, i festival più grandi del mondo e zero presunzione.
La cosa essenziale
I Parcels non cercano di essere importanti. Non costruiscono narrazioni di grandezza, non inseguono tendenze e non fingono di essere altro. Fanno musica su cui ballare mentre, dentro, ci si disintegra in silenzio. È un'arte più difficile di quanto sembri.













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