Ricordo esattamente quel momento. Diversi anni fa trovai Vérité. Prima arrivò il suono, poi misi il video e rimasi semplicemente a bocca aperta. Non era solo bello. La bellezza era evidente, ma non in senso banale. Non riuscivi a smettere di guardare, perché sembrava muoversi qualcos'altro dietro di lei.
Sembrava intelligente e pienamente consapevole, come se sapesse esattamente che cosa stava facendo con l'immagine, la musica e te. Una donna cantava in francese, eppure all'improvviso sentii di capire tutto. Occhi, mente, orecchie e cuore si accesero insieme. Per ultime arrivarono le mani, nel tentativo di descrivere in qualche modo ciò che era successo.
Non tutta la musica entra. Questa entra troppo in profondità
Claire Laffut è un'artista belga nata a Namur nel 1994. Prima della musica si è dedicata alla moda, all'arte e ai propri progetti visivi. Non fa canzoni da lasciare in sottofondo mentre si pulisce casa. Con questo tipo di artista ti accorgi all'improvviso che sei lì seduto a fissare, senza nemmeno sapere dove, perché ormai ci sei dentro.
Il suo suono è morbido e sensuale, ma attraversato da un'inquietudine, come una conversazione che comincia in modo innocente e finisce dove non te l'aspettavi. Non è un caso. Fin dall'inizio ha costruito un mondo, non solo un suono.
Dalla moda a un mondo tutto suo
Prima della musica sono arrivati la moda, l'arte e il suo marchio di tatuaggi temporanei. Nel 2013 è apparsa sulla copertina di Elle Belgique, ha lavorato con grandi marchi e in seguito si è trasferita a Parigi. È importante, perché nel suo lavoro nulla è un accessorio. Immagine, corpo, estetica e musica sono collegati. Ciò che fa appare coerente ancora prima di riuscire a spiegare perché.
Vérité e Mojo: l'inizio di qualcosa di più grande
Vérité, nel 2018, fu il primo momento in cui il mondo più vasto si accorse di lei. Il singolo apparve poi nell'EP Mojo, gettando le basi della sua identità di artista. C'è già tutto: sensualità, una lieve inquietudine e quella particolare morbidezza che ti trascina dentro senza offrirti un comfort completo. Non sono brani da spuntare su una lista. Sono brani in cui cadere.
Bleu: emozioni a colori
L'album d'esordio del 2021, Bleu, non è una raccolta di singoli, ma una visione completa, ispirata al colore blu, alla giovinezza e a tutto ciò che la circonda, dalle prime relazioni allo smarrimento. Le influenze afro e latine danno al tutto il suo battito. Soprattutto, ogni canzone è collegata a un'immagine o a una forma visiva. Non è musica soltanto da ascoltare, ma un mondo in cui si entra.
Nessun caso
Dietro c'è un'infanzia piena di musica e dischi, con influenze che vanno dai suoni elettronici ai ritmi africani assorbiti naturalmente nel suo stile. Nulla sembra fatto per accontentare le playlist. Sembra qualcosa che si è composto dentro di lei nel corso degli anni. Per questo funziona.
Forse il punto è proprio questo
Non analizzare tutto, ma incontrare una canzone e sentire che qualcosa si accende. Per me fu Vérité. Ogni volta che torno ad ascoltarla provo ancora esattamente la stessa sensazione.













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