L'acustica di maggio in Polonia
Maggio in Polonia ha una propria acustica. Una struttura metallica del parco giochi colpita da un bambino, la prima motocicletta sotto il palazzo, una radio che suona sul davanzale della cucina, bambini che tornano a casa soltanto quando è davvero buio, cosa che in pratica significa mai.
Piechotą do lata viene esattamente da quel mondo.
Oggi molte persone sentono nella canzone nostalgia, forse persino tristezza. Potrebbe essere un effetto collaterale dell'invecchiare. Dopo i trent'anni, una persona sente un ritornello sull'estate e aggiunge automaticamente un commento esistenziale. Il corpo si prepara da solo un remaster emotivo. Eppure Piechotą do lata è soprattutto una canzone di eccitazione, sulla parte dell'anno in cui il corpo si sveglia al mattino più in fretta del buon senso.
Maggio ritorna sempre
Con maggio ritorna il lillà. Non c'è dramma in questa immagine, soltanto un ciclo e una certezza. Maggio torna, e con lui la tensione sotto la pelle quando le persone cominciano a vivere più fuori che dentro. All'improvviso una giacca sembra troppo pesante, il sonno troppo breve e la sera troppo bella per rientrare presto.
L'immagine dei sogni resi troppo brevi è una delle più brillanti e fraintese del pop polacco. Non è un cuore spezzato. Sono le notti della tarda primavera alla latitudine della Polonia. Alle nove di sera c'è ancora luce. Qualcuno è accanto a un fiume, su una panchina, sotto il palazzo o su un balcone. Restano soltanto poche ore di buio e alle tre ricompare l'alba. Il sonno viene accorciato dalla luce e dalla vita.
Per questo la canzone è così fisica: vestiti troppo leggeri per la temperatura, la follia dei temporali, l'idea di camminare fino all'estate. Nessuna metafisica, soltanto organismo, pelle, aria e la fine di maggio in Polonia, che da decenni agisce sulle persone come una sostanza psicoattiva legale.
Una canzone televisiva prima del grande dramma
Musicalmente è più vicina all'intrattenimento leggero che alla new wave, da qualche parte tra il gruppo vocale Alibabki e un festival estivo trasmesso dalla televisione, quando la televisione provava ancora a fabbricare il buonumore collettivo. Alla fine degli anni Settanta, i Bajm conservavano la leggerezza e il sorriso della gioventù, prima che i decenni successivi portassero più dramma ed emozioni più grandi.
Per questo l'associazione con la fittizia canzone sulla salute del signor Koracz, una battuta dall'assurdo mondo cinematografico polacco di Stanisław Bareja, sembra stranamente precisa. La citazione ha acquisito una vita propria, proprio come Piechotą do lata. In apparenza è una canzone leggera e banale. Eppure pochi secondi del ritornello rivelano quella precisa qualità della luce.
Circa le 20:47.
Maggio.
L'asfalto è ancora caldo.
E all'improvviso viene davvero voglia di vivere un po' di più.













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